Da sempre la Messa a punto porta blindata di ingresso è stata il primo baluardo a difesa della proprietà.
Un tempo, non essendo ancora stato inventato il legno compensato e, di conseguenza, le porte tamburate, venivano regolarmente installati, almeno nelle case dei più abbienti, dei robustissimi portoncini di legno massello, rinforzati da spranghe e catenacci di ferro e chiusi da complicate serrature che, pur non essendo il massimo in fatto di inviolabilità, tuttavia erano sufficienti per contrastare efficacemente i tentativi di scasso effettuati dai malfattori dell’epoca. Le essenze lignee usate erano, per lo più, quercia, castagno, noce o altri legnami che univano ad una robustezza a tutta prova, una grande durata nel tempo. Le mura portanti erano normalmente di forte spessore, a causa del sistema costruttivo usato, pertanto non dobbiamo meravigliarci quando, osservando qualcuna di queste vecchie costruzioni, troviamo mura perimetrali spesse anche un metro.
Nelle antiche fortezze, il grande spessore delle pareti consentiva di installare il portone a mezzo di zanche metalliche murate in modo così robusto da scaricare totalmente gli sforzi meccanici dovuti ad eventuali attacchi portati dall’esterno allo scopo di sfondarlo, con mezzi quali l’ariete. Questo attrezzo era costituito da un grosso e pesante palo di legno munito di una testa di ferro, qualche volta costruita ad imitazione di una testa di ariete, da cui il nome, spinto a braccia da numerosi soldati.
Le difese contro un così formidabile mezzo di sfondamento, oltre alla suddetta robustezza di installazione del portone, che addirittura diveniva un corpo unico con le mura, erano costituite non solo da soldati armati di frecce e giavellotti, ma anche da ostacoli e camminamenti angusti, posti dinanzi al portone da proteggere, in modo da limitare il numero degli attaccanti che potevano avvicinarsi contemporaneamente.
E’ questo solo uno degli interessanti esempi di difesa passiva volti al raggiungimento della sicurezza nei castelli e nelle fortezze medievali, che poi sono stati applicati nell’edilizia civile dell’epoca, anche se con le dovute proporzioni. Quando, in seguito all’invenzione della polvere da sparo e successivamente delle armi da fuoco, i difensori poterono contare su archibugi e moschetti per tenere a debita distanza gli assalitori, le cui armature nulla potevano contro l’impatto delle palle di piombo, furono la bombarda ed il cannone ad essere impiegati per sbriciolare i portoni più robusti o addirittura le mura stesse.
Tuttavia, quando le porte dovevano contrastare solamente l’assalto dei malintenzionati, anche se dotati di validi mezzi da scasso, si dimostravano sicuramente all’altezza della situazione. Le finestre, dal canto loro, erano dotate di validi infissi e, soprattutto quando si trovavano ai piani più bassi, erano munite di robustissime grate metalliche inamovibilmente murate alle spesse pareti.
L’importanza di una corretta installazione Nella breve premessa di apertura dell’articolo ho più volte sottolineato l’importanza della robustezza della parete su cui la porta o la grata metallica sono montate ed anche la validità dei supporti di fissaggio stessi poiché è principalmente su questi due parametri, troppe volte trascurati, che si fonda la sicurezza del sistema di chiusura. Spesso infatti leggiamo, nella cronaca dei giornali, di costose porte blindate completamente divelte dalla parete sulla quale erano fissate, a causa della assoluta inadeguatezza dei sistemi di ancoraggio.
Link Utili:
Una definizione dell’argomento Serratura data dalla famosa enciclopedia on line. (Wikipedia)